La pietra nello spazio retail

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Claudio Silvestrin, Interno del flagship store Giada a Milano, 2013 (forniture e lavorazioni lapidee Pibamarmi)


Nei processi di trasformazione tipologica, funzionale ed estetica degli spazi commerciali  contemporanei la pietra ha un ruolo strategico e mostra un’identità bifronte: da un lato essa materializza le qualità di durata, lusso e prestigio che da sempre, tradizionalmente, rappresenta; dall’altro è chiamata a dar corpo alle ulteriori peculiarità di uno stile sobrio e minimale e di un concetto di benessere connesso alla ricerca di nuovi equilibri tra l’uomo ed il mondo circostante. Claudio Silvestrin è tra i massimi interpreti di questa seconda tendenza; l’architetto infatti è impegnato da tempo nell’interior design per il retail con allestimenti litici essenziali, caratterizzati da superfici naturali, opache e lievemente imperfette, pensate per dialogare con la luce in un raffinato spettro di calibrate intensità.



 

Claudio Silvestrin, Interno dell’Armani Store a Londra, 2003

Prediligendo calcari o graniti, con cromie che vanno dai grigi, ai crema, ai toni delle terre, Silvestrin accoglie i clienti in atmosfere sospese e seducenti, creando scene “senza luogo e senza tempo” in cui isolare e valorizzare la merce esposta, e in cui predisporre alla scelta e all’acquisto evitando accumulazioni e interferenze di stimoli e messaggi.
In tali microcosmi introspettivi, vuoti e silenziosi, la pietra ricopre i pavimenti e le pareti formando stesure continue e omogenee, perfettamente risolte nei minimi dettagli dei passaggi di quota e nei cambi di giacitura dei piani verticali. 






Claudio Silvestrin, Interni del flagship store Giada a Milano, 2013 (forniture e lavorazioni lapidee Pibamarmi) 


Così Silvestrin si accosta con discrezione e coerenza a marchi dall’identità sobria e raffinata, fondata sui valori della qualità e del rigore. Ciò è particolarmente evidente negli store Giorgio Armani, realizzati a partire dai primi anni Duemila in tutto il mondo; poi nei negozi Princi a Milano e infine negli spazi vendita Giada di recente completamento.


In quest’ultimo caso pietre calcaree, semplicemente segate in forma di grandi lastre, o sbozzate per dar vita a superfici rustiche dal particolare effetto naturalistico, sono impiegate per comporre pareti rettificate e continue, o teorie di monoliti dalle forme elementari.



Claudio Silvestrin, Interno del panificio Princi Speronari Duomo a Milano, 2006

Ai materiali litici si aggiungono i metalli ossidati dei podi espositivi, o i legni naturali dei mobili e delle sedute. I colori sono chiari per le pareti e i pavimenti, o vulcanici e terrosi per gli elementi di arredo; tutto contribuisce alla definizione di un’ambiente appartato e rilassante, ideale per uno stile di acquisto, e di vita, fondato sulla rivalutazione della naturalezza, della sfera intima e privata rispetto a quella pubblica, dei riti semplici ed essenziali legati alla cura quotidiana del corpo e della mente. 


di Davide Turrini